Ospite a Radio24 nella trasmissione Voci d’impresa

Dalla rassegna stampa del sito Cogip vi segnalo la mia partecipazione alla trasmissione radiofonica “Voci d’Impresa” su Radio 24

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Mimmo Costanzo, ad di Cogip Holding, è stato ospite della trasmissione “Voci d’impresa” in onda su Radio24 nella puntata del 8 gennaio 2012. Una lunga intervista a cura della giornalista Alessandra Scaglioni (caporedattore di Radio24, prestigiosa emittente del gruppo Sole-24Ore), in cui l’imprenditore catanese ha parlato di sé, degli inizi della propria attività, delle precedenti esperienze come assesseore a Catania e come presidente dei Giovani industriali; ma si è soffermato soprattutto sul presente e sul futuro del gruppo Cogip, sottolineando le grandi sfide di un uomo legato alla propria terra ma pronto a cogliere tutte le opportunità offerte dai mercati emergenti.

ascolta l’audio del programma con Mimmo Costanzo

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Cogipower, una crescita da record

Cogipower, la divisione Energie rinnovabili di Cogip Group, ha raggiunto un traguardo straordinario nel campo dell’energia fotovoltaica. Vi invito a scoprire i dettagli di questa significativa performance aziendale sul sito Cogip.

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Imprese e Pa, intervista al Sole24Ore

Pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese fornitrici sempre più lenti. Al muro dei 70 miliardi di euro di crediti verso le imprese (dato registrato da Abi e Confindustria) va ad aggiungersi il fatto è che i tempi tendono ad allungarsi inesorabilmente. La doccia fredda per le numerose imprese creditrici della Paarriva da un’inchiesta che Il Sole 24 Ore ha svolto presso alcune associazioni di categoria.

Nell’ambito di questo dossier, la redazione del quotidiano economico mi ha intervistato per sentire l’esperienza diretta di un imprenditore siciliano del settore delle infrastrutture. L’articolo è uscito a pag. 18 dell’edizione di lunedì 21 novembre, ed è disponibile nella rassegna stampa del sito Cogip.

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Cantiere Asr20 sulla Salerno-Reggio Calabria: un modello positivo da esportare

Essere definiti “un modello positivo da esportare” ci inorgoglisce. Siamo fieri di tutti nostri i collaboratori e le maestranze che dimostrano ogni giorno impegno e professionalità costante, permettendoci di portare avanti un’opera così importante con l’obiettivo di terminarla in anticipo sui tempi previsti 

ANSA) – MORANO CALABRO (COSENZA), 8 NOV – “Soddisfazione
per la qualità dei lavori e per i ritmi produttivi, che fanno
prevedere anche un significativo anticipo nei tempi di
consegna”. Questo il commento dei vertici dell’Anas dopo il
sopralluogo di oggi nel cantiere Asr20 sull’autostrada
Salerno-Reggio Calabria.
   L’appalto, assegnato da Anas all’Associazione temporanea
d’imprese Uniter Consorzio Stabile Arl-Cometal Spa, nell’ambito
del quale l’azienda siciliana Tecnis Spa detiene una quota
maggioritaria, riguarda un tratto di circa 11 chilometri. In
termini tecnici si tratta della parte terza del Macrolotto 3 e
riguarda la progettazione esecutiva e l’adeguamento al tipo 1/a
delle norme Cnr 80 dell’intero tratto di arteria. Alla visita,
organizzata nell’ambito di una visita istituzionale dell’Anas in
tutti i lotti della A3 – alla quale inizialmente ha partecipato
anche il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli – erano
presenti anche l’amministratore dell’Anas, Pietro Ciucci, il
condirettore generale Tecnica, Gavino Coratza, il vicedirettore
Tecnica, Alfredo, il direttore generale della relazioni esterne
e rapporti istituzionali, Giuseppe Scanni. I dirigenti Anas sono
stati accolti dai rappresentanti del management aziendale:
Renato Di Simone (Direzione centrale Cogip), Giuseppe Miceli
(direttore di commessa) e Giuseppe Cavallaro (direttore di
cantiere).
   “Dopo una sosta – è scritto in una nota – al campo base del
cantiere a Morano Calabro, dove è stato illustrato l’intero
progetto attraverso tavole e rendering, la delegazione Anas e i
rappresentanti di Tecnis hanno iniziato la visita vera e propria
percorrendo l’intero tratto oggetto dei lavori e aggiornando in
tempo reale sullo stato dell’arte di ogni singolo fronte di
lavoro. Al termine della visita soddisfazione è stata espressa
dai dirigenti Anas e dai rappresentanti dell’azienda: il
cantiere dell’Asr 20, recentemente definito “un modello
positivo da esportare a livello nazionale” dal segretario
nazionale di Fillea-Cgil, prosegue speditamente e con un modello
produttivo all’insegna della sicurezza e della riduzione
dell’impatto ambientale”. (ANSA).

Sono piccoli e forti, non fateli crescere per forza

«Italian way of Doing Industry», mi ha colpito la definizione di Giafranco Dioguardi su il Corriere Economia di stamani. La peculiarità è tutta italiana secondo il giornalista  che spiega “le imprese medio-piccole sono una peculiarità tutta italiana che continua a muoversi e crescere nonostante le difficoltà del momento e si afferma sui mercati mondiali per l’efficacia e l’efficienza che caratterizza i risultati conseguiti, creando valore in forme innovatrici e competitive, nonostante si trovi costretto a operare in uno scenario nazionale certamente preda di una forte crisi, oramai endemica, che si traduce in un sostanziale declino del sistema paese, in particolare se riferito ai contesti europei e a quelle delle aree emergenti…” vi segnalo l’articolo

“Corriere Economia – I l fenomeno è bizzarro, alquanto strano e difficile da interpretare. Il sistema delle imprese italiane (che sono in genere di dimensioni medio piccole) si afferma sui mercati mondiali per l’efficacia e l’efficienza che caratterizza i risultati conseguiti, creando valore in forme innovatrici e competitive, nonostante si trovi costretto a operare in uno scenario nazionale certamente preda di una forte crisi, oramai endemica, che si traduce in un sostanziale declino del sistema paese, in particolare se riferito ai contesti europei e a quelle delle aree emergenti. L’affermazione
Eppure… eppure le imprese italiane reagiscono con caparbietà e continuano ad affermarsi nonostante tutto. Parrebbe quasi che lo stato di crisi e di scarsità, l’incombente indisponibilità di risorse e di infrastrutture, servano a stimolare fortemente una reazione fatta di ottimismo imprenditoriale di tipo quasi primordiale, grazie al quale lanciarsi alla ricerca — come per contrasto — di affermazioni delle singole imprese da conseguirsi a tutti i costi.
Queste azioni imprenditoriali singolarmente concepite, e accompagnate da una forte dose di ottimismo individuale, se vengono poi riguardate in prospettiva esprimono nella loro sintesi comportamenti assimilabili a ciò che Federico Butera e Giorgio de Michelis, sulla base di una ricerca effettuata dalla Fondazione Irso, hanno chiamato L’Italia che compete: The italian way of doing industry , (a cura di Federico Butera e Giorgio De Michelis – Franco Angeli, Milano 2011). Un magnifico libro a più voci e di varia estrazione.
Il fenomeno è caratteristico della dimensione medio-piccola delle aziende che è appunto quella tipica del nostro sistema produttivo. Una realtà da non contrastare con l’ossessione di approdare a mega-dimensioni, ma che va invece attentamente studiata e salvaguardata giacché in essa risiedono alcune delle caratteristiche più peculiari del successo: basti ricordare la capacità innovativa e le caratteristiche di flessibilità tipiche di quella dimensione, come è messo molto bene in evidenza nel contributo di Riccardo Varaldo.
I nuovi crocevia
Sono proprio queste piccole e medie imprese a determinare una «Italian way of Doing Industry» basata su nuovi «crocevia territoriali di reti lunghe vitali». (Butera – De Michelis) Quelle reti sono la naturale evoluzione dei distretti industriali oggi «travolti da processi di cambiamento radicali» (De Michelis), espresse da imprese leader che hanno trasformato il distretto di rigida competenza territoriale in un insieme di aziende che operano con finalità funzionali comuni, dando origine a una sorta di distretti virtuali non più legati al territorio bensì agli specifici apporti funzionali di ciascuna unità operativa, «creando filiere in cui la condivisione di esperienze e di conoscenze travalica la distanza e, alle volte, i confini» (De Michelis). A questo proposito Daniele Marini ricorda che «ogni media impresa del Nord ha relazioni con circa 244 subfornitori», determinando così di fatto una sorta di distretto virtuale con configurazioni che ricordano il concetto di Macroimpresa.
Il modello che emerge da queste situazioni provoca un coacervo di combinazioni ottimali che Butera sintetizza in cinque fattori: posizionamento sul mercato, strategie, modelli organizzativi, anima dell’impresa, qualità dell’imprenditore. Nell’insieme viene a delinearsi la fisionomia di una «impresa integrata che persegue elevate performance economiche e condotte sociali eticamente integre». (Butera) In tal senso Francesco Verbaro e Tiziana Lang auspicano anche «la collaborazione con il sistema dell’istruzione e della formazione sul piano tecnologico» e della ricerca.
L’innovazione
All’estero queste imprese sanno assumere identità adeguata anche alle più difficili situazioni locali e in ciò indubbiamente è fondamentale l’esperienza italiana, certamente non facile, dalla quale provengono e sulla quale hanno testato il loro Dna. Lo testimoniano chiaramente Francesco Mantovani e Roberto Maglione parlando per esempio delle esperienze all’estero di Finmeccanica. Il loro successo si fonda sulle trattative — assai personalizzate e uniche — che le imprese sanno impostare con il mercato di riferimento: «rompendo la separazione tra produzione e distribuzione, il loro rapporto con i clienti non ha intermediari», «grazie a una continua innovazione della loro relazione» nel posizionamento di prodotti assai personalizzati «fatti ad hoc per il cliente» (De Michelis). E sempre De Michelis giustamente afferma: «Il prodotto è insomma arricchito da una componente di servizio che gli dà un valore che va ben al di là della sua pure elevata qualità intrinseca».
In questi rapporti un ruolo fondamentale lo gioca l’intelligenza e la capacità innovativa: «per quanto riguarda la tecnologia incorporata nel prodotto e l’automazione dei processi produttivi, le imprese italiane possono spesso vantare soluzioni uniche che le proteggono dalla concorrenza» (De Michelis).
Così fra i fattori di successo messi molto bene in evidenza da Federico Butera emergono l’anima dell’impresa e le indiscusse qualità dell’imprenditore.
Sono queste caratteristiche rese particolarmente efficaci ed efficienti da specifici e innovativi modelli organizzativi che condizionano le strategie vincenti sui mercati di riferimento, scelti nelle forme più appropriate. Sono queste caratteristiche che sanno imporre il giusto grado di adattabilità ai prodotti imprenditoriali personalizzando le offerte con un elevato grado di flessibilità a fronte delle mutevoli esigenze dei clienti, caratterizzando così una forte competitività tipica dell’anima di ciascuna impresa. «Tutti gli studi e le opinioni degli operatori convergono nel riconoscere all’impresa italiana la capacità di ascoltare e interpretare i bisogni di una clientela globale, produrre prodotti per segmenti molto specifici, e di offrire prodotti e servizi personalizzati» (Butera).
Un nuovo modello
Caratteristiche queste che «configurano un nuovo modello socio-economico, un modo italiano e di livello internazionale di fare industria sia nel settore manifatturiero che nei servizi» (Butera). Un modello che va preservato nella sua autonomia e che con ogni probabilità avrebbe le capacità di sviluppare ancora ulteriori potenzialità competitive, ma la prudenza induce forse a non intervenire con artifici che potrebbero limitare tali capacità con risultati reali opposti a quanto si vorrebbe e si desidererebbe fare.
Vale la pena seguire l’insegnamento organizzativo secondo cui quando un sistema funziona è salutare non intervenire in alcun modo su di esso perché si rischia di compromettere la situazione. Forse un discorso particolare potrebbe essere fatto relativamente alle condizioni di scenario ambientale dove una iniezione di grande e persistente cultura potrebbe indurre qualche utile modificazione assai di più di possibili interventi dello Stato italiano. Interventi che letti storicamente sono sempre stati apportatori di effetti non proprio esaltanti. di Gianfranco Dioguardi
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Marcegaglia a Capri: emozione e speranza

Dal sito del Sole-24Ore vi invito a rivedere l’intervento di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, al meeting dei Giovani industiali a Capri. Io ero personalmente presente e devo dire che – oltre a condividere in pieno i contenuti – è stato anche un discorso emozionante e ricco di spunti di riflessione e di motivazione per un imprenditore che crede ancora nel futuro di questo Paese. Io ci credo ed è per questo che non mollo…

Leggi la cronaca sul sito.

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Marcegaglia: subito le misure per lo sviluppo, prima che ci commissari la Ue

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, lancia un appello a «ritrovare la coesione. Agiamo per il bene del paese perchè abbiamo davanti momenti molto difficili». Concludendo il meeting dei giovani imprenditori a Capri e rivolgendosi al ministro del’Interno, Roberto Maroni, seduto in platea ha aggiunto: «Ci auguriamo che il Governo faccia bene e subito il decreto sviluppo».

«Facciamo bene e subito le cose che dobbiamo fare con il decreto sviluppo piuttosto che farcele imporre dall’Europa», ha detto la Marcegaglia sottolineando che «il rischio è che l’Europa ci imponga delle scelte. Noi siamo un grande paese e non possiamo continuamente farci commissariare dall’Europa». «Siamo in un momento delicatissimo – ha aggiunto Marcegaglia – sia dal punto di vista delle decisioni da prendere a livello europeo che a livello italiano. Bisogna salvare l’euro e l’Europa». «Le notizie che ci arrivano dall’asse franco-tedesco ci preoccupano molto. Quindi il primo appello è ai leader europei perché, se non prendono decisioni serie, domani e mercoledì, i danni saranno gravissimi».

Serve una politica per il Sud
La Marcegaglia ha parlato anche del Mezzogiorno, dicendo che la Confindustria continuerà a chiedere «una politica per il Sud. È inaccettabile che perderemo tra i 7 e 9 miliardi di euro di fondi strutturali perché non abbiamo saputo spenderli».

Cazzola, niente di male che ci guidi la Ue
Alla Marcegaglia ha risposto a stretto giro il deputato del pdl Giuliano Cazzola. «Il presidente di Confindustria continua a dimenticare quanto il governo ha fatto per le imprese, ha detto che non possiamo rischiare di essere commissariati dall’europa. Io non ci trovo nulla di male ad essere guidati da Bruxelles e da Francoforte. Quando abbiamo seguito le direttive dell’Unione le cose sono sempre andate bene. Se fossi nel governo assumerei, parola per parola, la lettera della Bce. Le tante considerazioni che si fanno in questi giorni appartengono al lungo elenco delle parole inutili»

Maroni, «d’accordo con la Marcegaglia»
«Fare rapidamente il provvedimento sullo sviluppo». Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, si dice d’accordo con la Presidente di Confindustria. Conversando con i giornalisti al termine del convegno di Capri, Maroni ha detto di aver «sentito molte proposte, alcune condivisibili da me, altre meno. È sempre interessante e utile sentire la posizione degli imprenditori italiani e di Confindustria quindi é stata una giornata molto interessante». In tal senso il ministro fra i tanti punti da portare avanti ha espresso l’auspicio di «fare rapidamente il provvedimento sullo sviluppo perché il governo ha fatto tanto per tenere saldi i conti e adesso bisogna puntare alla crescita». (S. Nat.)

La performance di Tecnis sulla Sa-Rc citata da “Panorama”

Dalle sezioni news e rassegna stampa del sito Cogip, vi segnalo un articolo (leggi il pdf dal sito) pubblicato sul settimanale Panorama del 26 ottobre. Parla del nostro gruppo e della positiva performance sull’autostrada dei lavori-lumaca: abbiamo consegnato un cantiere con 5 mesi d’anticipo (quello dello svincolo di Battipaglia). Ma fra poco avrete altre belle notizie sul fronte dell’impegno di Cogip e Tecnis sulla Sa-Rc…

Record sulla Salerno

Mimmo Costanzo, nome siciliano, famiglia siciliana di lunga tradizione imprenditoriale nel settore dei petroli e un’efficienza da fare invidia al Nord. Con la sua Tecnis (parte del gruppo di famiglia Cogip e controllata al 50 per cento con il socio Concetto Bosco). Costanzo ha infatti battuto ogni record di velocità sull’autostrada-lumaca per eccellenza: la Salerno-Reggio Calabria. I cantieri a lui affidati sono stati chiusi con 5 mesi di anticipo. I costumi stanno cambiando? Forse. Solo così si spiegano gli appalti ottenuti da Costanzo anche a San Donà di Piave o a Genova (per l’area del porto) che si aggiungono alle commesse siciliane. L’obiettivo di fatturato nel 2011 è tra i 360 e i 380 milioni di euro. (A. B.)

Rivoluzione silenziosa dell’imprenditore: il dibattito

Dalla rassegna stampa del sito Cogip, il commento del prof. Rosario Faraci dell’Università di Catania (pubblicato su “La Sicilia” di oggi) al mio intervento “La rivoluzione silenziosa del buon imprenditore” di ieri

Imprenditoria e politica ritrovino compattezza

Ho letto con interesse il contributo dell’imprenditore Mimmo Costanzo su La Sicilia di domenica 9 ottobre e mi sento di condividere con lui il convincimento che compito principale di chi esercita un’attività economica è fare il buon imprenditore e contribuire, attraverso l’impresa, allo sviluppo economico del Paese. Avrei avuto qualche difficoltà, come docente di Economia e gestione delle imprese, ad inaugurare il ciclo di lezioni universitarie che comincia domani, indirizzando ai giovani il messaggio che l’imprenditore deve innanzitutto “fare politica” in un Paese che in questo momento sta vivendo una profonda crisi, di valori prima ancora che economico-finanziaria. Non v’è dubbio comunque, e anche qui concordo con l’industriale catanese, che il “movimentismo” affermatosi negli ultimi tempi evidenzia un diffuso malessere degli imprenditori, piccoli, medi e grandi, di fronte ad un modo di far politica incapace di individuare soluzioni intelligenti per uscire dalla crisi, magari puntando sul trinomio impresa – lavoro – giovani all’interno di un rinnovato paradigma fondato su innovazione e competitività.

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La rivoluzione silenziosa del buon imprenditore

Dalla sezione rassegna stampa del sito Cogip vi segnalo un mio intervento su imprenditoria e politica pubblicato su “La Sicilia” di domenica 9 ottobre.


IL DIBATTITO – Come dire basta alla cattiva politica

La rivoluzione silenziosa del buon imprenditore

MIMMO COSTANZO

In questi ultimi tempi il dibattito politico s’è spesso incrociato con il ruolo degli imprenditori: interventi e prese di posizione, più o meno clamorose; scontri aperti fra associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali; rumors sulla discesa in campo di uomini di punta del management italiano nell’agone politico. Sembra quasi che chi fa impresa voglia sostituirsi a chi fa politica, magari creando il “partito dei padroni” che qualche quotidiano ha pure evocato.

Io, da imprenditore siciliano ma anche da cittadino che ha a cuore il futuro della propria terra, ho osservato con attenzione il dibattito degli ultimi giorni. E ho cercato di trovare una risposta – soprattutto dentro me stesso, con la mia coscienza – a una domanda che in molti si saranno posti: ma è davvero giunto il momento che gli imprenditori s’impegnino in prima persona in politica?

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In vetrina all’Energy Summit

Dal sito Cogip un evento della sezione news

Cogipower presente all’Energy Summit
La B.u. Energie rinnovabili di Cogip partner dell’evento del Sole-24Ore

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Innovazione, sostenibilità ambientale e ottimizzazione industriale: la tecnologia al servizio dell’impresa
Giunge all’undicesima edizione l’Italian Energy Summit, appuntamento annuale del Sole 24 ORE che annovera tra i suoi relatori gli esponenti più autorevoli dei player del settore energetico e i rappresentanti delle associazioni più influenti. Attraverso specifiche sessioni tematiche, l’evento, in programma a Milano dal 26 al 28 settembre, analizzerà il panorama italiano e internazionale che caratterizza il mercato energetico.

Mimmo Costanzo, Ceo di Cogip, parteciperà come relatore a una tavola rotonda dell’Energy Summit

MARTEDÌ 27 SETTEMBRE POMERIGGIO
EFFICIENZA ENERGETICA E OTTIMIZZAZIONE DEI CONSUMI IN AZIENDA:
UNA LEVA STRATEGICA NELLA GESTIONE DI IMPRESA
Modera i lavori:
Maurizio Melis, Conduttore MrKilowatt – Radio 24, Il Sole 24 ORE
14.30 Migliorare l’efficienza energetica del 20%: cosa cambia per il sistema italiano?
Roberto Malaman, Direttore Generale, Autorità per l’energia elettrica e il gas
14.50 Smart grid: il ruolo dell’ICT
Renato Sanna Energy Consultant SELEX Elsag
15.20 Competitività, tutela ambientale ed efficienza energetica: fare nuova impresa in una green region L’esperienza dell’Alto Adige
Ulrich Stofner, Direttore Business Location Südtirol – Alto Adige (BLS)
15.40 TAVOLA ROTONDA
Innovazione, sostenibilità ambientale e ottimizzazione industriale: la tecnologia a servizio dell’impresa
Massimo Bertoncini, Responsabile Area Ricerca “Energy Saving & Green IT” Engineering
Stefano Besseghini, Amministratore Delegato RSE
Danilo Bonato, Direttore Generale, ReMedia
Massimo Comina , Director of Power Distribution Business Prysmian Group
Mimmo Costanzo, CEO Cogip
Walter Facciotto, Direttore Generale Conai
Carlo Leoni, Responsabile ambiente e attività sportive Peugeot Automobili Italia
Massimo Rosini, Direttore Tecnico e Industriale, Indesit Company
Marco Tecchio, Amministratore Delegato Elettronica Santerno
17.15 CONCLUSIONI
Efficienza energetica e politiche nazionali verso il 2020: quali prospettive?
Alessandro Clerici, Chairman Studying Group Energy Resources and Technology WEC
17.30 Chiusura del Summit
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